Precetti - Reiki torino

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Precetti

Tecniche

Usui Sensei insisteva molto sull’importanza di interiorizzare questi semplici principi con l’intento di metterli in pratica non solo nella vita spirituale ma anche in quella ordinaria. Un vero devoto infatti non è irresponsabile verso la società ma al contrario cerca di assolvere con diligenza ogni sua mansione offrendo i suoi sforzi a Dio o alla Realtà superiore.

La vita spirituale non è una fuga dalle responsabilità, molti saggi illuminati hanno raggiunto altissimi livelli di realizzazione interiore pur avendo una famiglia e delle responsabilità lavorative.

Lo stesso Mikao Usui era un laico nonché padre di famiglia, bisogna realizzare che la ricerca del Vero Sé è la vera meta dell’uomo indipendentemente dalla sua condizione sociale e per tanto solo la forza di volontà e il desiderio sincero possono portare il devoto alla meta suprema.


Tutti i sentieri spirituali possiedono un corollario di principi chiave per il giusto vivere; quelli dettati da Usui, sono di per sé semplici ed essenziali ma non è altrettanto facile applicarli nella vita di tutti i giorni, eccoli qui di seguito:


" Il segreto per invitare la gioia
La medicina spirituale per ogni male
Non essere adirato per oggi
Non essere ansioso, sii grato
Sii diligente, pensa agli altri
Esegui Gassho mattina e sera
Resta centrato interiormente (o nel Sé)
Prega "

In occidente sono arrivate alcune varianti di questi precetti, un esempio è quello seguente:

" Solo per oggi
Non ti arrabbiare,
Non preoccuparti,
Sii grato,
Lavora sodo
Sii gentile con gli altri
"

La parola “solo per oggi” indica l’importanza del “qui ora”. Molte persone vivono in nostalgica contemplazione del passato, altre in  minuziosa previsione del futuro… i più trascurano di vivere il presente in modo significativo e glorioso.  In realtà noi siamo immersi nella pura coscienza di Dio dove il tempo non esiste, solo il velo d’ignoranza di Māyā ci fa credere il contrario, è bene riuscire a vivere il presente in modo il più possibile elevato cercando al contempo di realizzare che tutto ciò che accade intorno a noi è il frutto del nostro Karma (azioni) passato.

La Realtà non fa altro che proporci costantemente ciò di cui abbiamo bisogno per la nostra evoluzione e questo vale persino per le cose più spiacevoli. Vivere in modo spirituale implica tra le altre cose sollecitare in modo consapevole l’ambiente circostante in modo da accelerare il processo di crescita individuale (vedi paragrafo sul II livello).

Il buddismo dal quale il Reiki ha in parte avuto origine, è definito come una religione “etica” per il grande risalto che conferisce alla condotta dell’individuo. Infatti per una persona impegnata profondamente  nella trasformazione del proprio sé, la meditazione e le altre pratiche spirituali vanno considerate come componenti di una transizione complessiva di pensieri, discorsi e comportamenti mirata alla trasformazione più profonda possibile di mente, consapevolezza, identità, stile di vita e relazioni.

Un elemento saliente è perciò l’impegno ad un comportamento etico. Alcune condotte autodistruttive vanno progressivamente eliminate per essere rimpiazzate da abitudini salutari per il corpo e la mente. Nessun “muni” cioè esperto di meditazione può restare a lungo inconsapevole del fatto che il comportamento non etico è motivato da stati mentali come l’avidità, la collera e l’avversione, ovvero che il comportamento non etico rinforza questi stati e che essi collaborano per distruggere la mente con ansietà, paure ecc..

L’eticità perciò non è vista come un elemento imposto dall’esterno, ma piuttosto qualcosa di ricercato dall’interno per i suoi benefici diretti su di sé e sugli altri. Con l’approfondimento della pratica, i devoti riconoscono sempre di più gli effetti distruttivi dell’avidità e dell’attaccamento e si ritrovano più capaci di generare spontaneamente sentimenti positivi che prima dipendevano solo da stimoli esterni.


I precetti originali possono essere impiegati durante la tecnica dello Joshin-ho e dell'Hatsurei-ho.

 
 
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