Haturei-ho - Reiki torino

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Haturei-ho

Tecniche

Nel 1933, un’allieva di Mikao Usui chiamata Kaiji Tomita, scrisse un libro sul Reiki che fu ristampato nel 1999 con l’aiuto di Toshitaka Mochizuki. Incluse nel libro vi erano casi trattati, la tecnica dell’ Hatsurei Ho (che includeva l’uso della poesia waka) e alcune posizioni delle mani per malattie specifiche.

Le foto contenute nello scritto, illustrano delle persone che praticano il Reiki in posizione raccolta che in giapponese è detta “Seiza” (ed è una postura comunemente adottata nella meditazione).


Il nome della sua scuola era Teate Ryoho kai e la trasmissione del sapere avveniva per mezzo di quattro livelli: shoden, chuden, okuden e kaiden. Tecniche di svariati tipi erano spesso usate per accompagnare l’insegnamento del Reiki; l’Hatsurei-ho era una di queste. Il significato del termine è il seguente: hatsu – generare; rei – spirito; ho – metodo.
Quando la tecnica è esercitata in modo corretto e la concentrazione rimane sui palmi delle mani, si può avvertire sui medesimi una sensazione di calore: questo è ciò che Tomita (foto a lato) chiamava “onda di energia” e che può essere descritta come una corrente elettrica che si diffonde sulle mani. Spesso la sensazione è inizialmente debole ma poi si fa più intensa continuando con la pratica: l’energia che avvertiamo fluire è di tipo spirituale.


La meditazione e la purificazione del campo mentale consentirebbero all’energia di manifestarsi con maggior facilità nel praticante, ciò porterebbe peraltro ad un graduale raffinamento delle sue capacità intuitive fondamentali per la pratica dei trattamenti (Chiryo).

 
 
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