3 livello reiki torino/ Shinpiden - Reiki torino

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3 livello reiki torino/ Shinpiden

I tre livelli
corso di terzo livello a torino

Il terzo livello del Reiki, è quello del maestro. In realtà Usui stesso non rivendicò mai di essere uno Shihan (master), pur tuttavia questo livello è stato denominato così perché si riceve la capacità di iniziare gli esseri umani al Reiki. Gli insegnamenti dello Shinpiden riguardano perciò la trasmissione del quarto e ultimo simbolo e il Reiju o “benedizione spirituale”.

Il terzo livello  porta gli allievi ad un ulteriore approfondimento nel proprio cammino spirituale e include il raggiungimento del Satori (oggi non viene neppure citato nei seminari occidentali).

Il 4° shirushi è il simbolo dello Shinan, la grande luce in quanto indica chiarezza, intento, comprensione, presenza e silenzio. E' il simbolo usato nelle iniziazioni per armonizzare gli esseri umani all'energia Reiki, esso apre, illumina, protegge. E' Luce che nutre e riempie, che guida e rasserena.

Dai Ko Myo significa: "grande luce splendente", "grande luminoso splendore", "grande illuminazione" e con esso si intende il cuore pulsante del Reiki.


Il Reiju: la Benedizione Spirituale
Il Reiju significa “benedizione spirituale” e rappresenta un momento in cui l’energia del Maestro entra in contatto con quella dell’allievo.

In un libro Giapponese pubblicato recentemente sulla vita di Eguchi Toshihiro (Eguchi era un ben noto guaritore, studente ed amico di Usui), si racconta che Eguchi eseguiva un tipo di reiju chiamato kosho michibiki. Il libro riporta che Eguchi diceva che tutti possono praticare la guarigione con le mani una volta che ciò è stato attivato e questo avviene per mezzo di  gassho e della meditazione, poi qualcuno con un potere più forte si collega con il praticante (studente). Questa è la descrizione del Reiju secondo Eguchi. Il “potere più forte” è rappresentato dall’insegnante che, praticando le tecniche e la meditazione, nonché il  reiju per un lungo periodo, ha maturato la consapevolezza su come connettersi con l’energia e con gli altri. Quando il maestro entra nel campo energetico di uno studente, con l’intento di diventare un tutt’uno con lui, allora può avvenire una benedizione spirituale.

Si sostiene che Usui sensei sedesse di fronte allo studente, creasse uno spazio energetico ed il reiju avveniva. Non vi era associato alcun rituale fisico. Probabilmente, Usui era in grado di fare questo grazie alla sua vita, che aveva consapevolmente incentrato sul focalizzarsi sul continuo sviluppo spirituale. Anche Eguchi era noto per lavorare in questo modo.

Un reiju con movimenti fisici veniva usato da alcuni degli studenti-insegnanti di Usui. Questo metodo ha una diretta derivazione nel reiju che viene insegnato oggi. Non è sicuro se, in realtà, Usui insegnasse il rituale fisico per reiju, o se gli studenti stessi lo abbiano introdotto in un tentativo di replicare la loro esperienza energetica con Usui. Una possibile risposta al quesito è che forse il rituale iniziatico formale come ci è pervenuto, è stato codificato e introdotto nella seconda parte della vita di sensei, quando prese a diffondere il Reiki in massa “snellendo” e al contempo “standardizzando” il suo metodo di guarigione spirituale.

Secondo praticanti Tendai, vi è un forte collegamento tra l’esecuzione della pratica chiamata go shimbô ed il rituale fisico di reiju. Go shimbô viene praticato nel Mikkyô (Tendai esoterico) ed è conosciuto come ‘Dharma per proteggere il corpo’. Durante questo reiju fisico, lo studente siede in meditazione, mentre l’insegnante esegue un preciso schema di movimenti intorno a lui o lei.

Per quanto riguarda il reiju non fisico, non vengono usati né simboli né mantras ed il reiju non “armonizza” lo studente ai simboli, come a volte viene creduto in Occidente. Inoltre, non vi è alcuna differenza, nel reiju, per i vari livelli, come si è invece sviluppato per le armonizzazioni Occidentali.

Ciò è perché ogni reiju supporta lo studente per ripulire l’energia stagnante e ad approfondire la comprensione del lavoro energetico. Perciò, più spesso si riceve reiju, più profondamente si può entrare nel sistema Reiki, questa è la ragione per la quale Usui lo dava tutti i giorni ai suoi discepoli più intimi. E’ la capacità dello studente a sentire più energia, che crea le differenze percepite, non il reiju di per sé. L’uso di un rituale fisico aiutava gli studenti-insegnanti di Usui ad essere in grado di ricreare lo spazio energetico che Usui manifestava. Spesso, un approccio fisico può aiutarci a trovare la strada iniziale che conduce gradualmente al nostro vero Sé.

Il Reiju perciò non fa altro che aiutare il soggetto a guardarsi dentro e scoprire qualità che già gli appartengono e metterle gradatamente a frutto dispiegando così la propria natura innata. Una volta ad un grande maestro spirituale fu chiesto se l’evoluzione avesse mai fine, egli rispose: “No, l’evoluzione continua sino a raggiungere l’infinito”.


 
 
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