1 livello reiki a torino/ Shoden - Reiki torino

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1 livello reiki a torino/ Shoden

I tre livelli
corso primo livello reiki a torino

Il primo livello di Reiki viene chiamato Shoden e consta di tre elementi fondamentali:

  • Gassho meiso (la meditazione reiki)

  • Reiji ho

  • Chiryo (i trattamenti)


Tutto il Reiki poggia su questi pilasti fondamentali, le tecniche trasmesse nei seminari di 2° e di 3° livello non sono qualitativamente migliori ma vanno intese come un approfondimento di questi elementi.  

Gassho Meiso, la meditazione Gassho
Lo scopo della meditazione è quello di accrescere l’energia del praticante e portarlo in uno stato meditativo. L'esercizio si esegue con le mani giunte a preghiera.

Il Reiji, la manifestazione dello spirito
Il Reiji è un metodo con il quale il soggetto si mette in sintonia con l’energia universale prima di iniziare il trattamento (Chiryo). La parola Reiji significa infatti “manifestazione dello spirito” o dell’energia Reiki. La tecnica consiste nel seguire l’intuizione personale, nel caso del Reiki implica il lasciare che l’esistenza si svolga come deve, diventando così dei “canali” di trasmissione.

Chiryo, i trattamenti

Il terzo pilastro su cui si basa il sistema di Sensei Mikao Usui, sono i trattamenti o Chiryo.
Esistono svariati tipi di trattamenti ma è bene ricordare che le posizioni delle mani e la suddivisione così rigorosa tra le diverse tipologie d’applicazione è piuttosto recente. Usui, nel manuale che rilasciava ai suoi allievi e di cui siamo a disposizione, fornisce alcune indicazioni su come trattare certi tipi di patologie anche se il suo approccio alla pratica era piuttosto libero e lasciava molto spazio all’intuizione (Reiji-ho).

Un consiglio che Usui sensei dava era di trattare sempre la testa (probabilmente per stimolare le difese naturali dell’organismo) poi la parte malata; quest’ultima poteva essere raggiunta o con il Reiji-ho, o mediante la tecnica di scansione detta Byosen Reikan-ho.

Sappiamo inoltre che il maestro amava usare il Reiki a distanza anche se il soggetto da trattare era semplicemente nella stanza accanto, segno questo che l’efficacia del trattamento non varia se manca il contatto fisico con il paziente.

I passi preliminari per accostarsi ad un trattamento sono generalmente:

  • La tecnica Kenyoku: Bagno a secco (o spazzolamento). Il Kenyoku intensifica l’energia e aiuta a scaricare i problemi, le emozioni negative ecc..


  • Il Reiji-ho: la manifestazione dello spirito, con la quale si invita l’energia a fluire liberamente in noi e ad operare per il sommo bene del paziente.


  • Byosen Reikan Ho: La tecnica della scansione. Questo metodo può essere impiegato in aggiunta o in alternativa al Reiji-ho. In Occidente il Byosen è anche noto come accarezzamento dell’aura, esso consente di indagare sul tessuto aurico del soggetto individuando possibili aree deboli dal punto di vista energetico.


  • Chiryo: I trattamenti veri e propri, attraverso le mani si trasmette energia nei vari punti del corpo e si avvia un processo di espulsione delle tossine e di rimozione dei blocchi energetici. E’ possibile alleviare il dolore e accelerare i processi di rimarginazione dei tessuti. I muscoli si rilassano, le tensioni si sciolgono aumentando così il benessere psico-fisico del soggetto. Pur essendo un aspetto importante della pratica tuttavia, la guarigione fisica non è il fine ma piuttosto il mezzo, attraverso il quale Reiki può portare alla piena espressione delle sue potenzialità.


Alcune modalità di trattamento caratteristiche di questo livello sono:

Ten-no Kata: L’autotrattamento
Taikyoku Kata: Il trattamento sugli altri

 
 
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